Calendario giornaliero

lug
30
sab
30 ANNI DI VOLTERRATEATRO – mostra
lug 30 all-day

30 ANNI DI VOLTERRATEATRO
mostra/installazione a cura di Carte Blanche

I TEATRI DELL’IMPOSSIBILE
mostra fotografica di Stefano Vaja

LUZ UTOPIA
installazione di cristallo e luce a cura dei maestri soffiatori di Collevilca

Nel 1987 nasceva il Festival VolterraTeatro. Nel trentennale dalla fondazione di uno dei più longevi festival teatrali italiani, una doppia mostra ne ripercorre la storia tratteggiando i caratteri della sua evoluzione, attraverso l’iconografia che ne racchiude simbolicamente, anno per anno, lo spirito. Accanto ai trenta manifesti storici, riuniti per la prima volta in una mostra dedicata, Stefano Vaja espone i suoi scatti più significativi degli anni di direzione artistica di Armando Punzo intitolati fin dall’inizio ai Teatri dell’Impossibile. A coronamento preziosissimo e simbolico della mostra, nel centro della gallery campeggia un suggestivo uovo di cristallo luminoso, simbolo proprio della trentesima edizione intitolata alla Città Ideale, realizzato appositamente dai maestri soffiatori di Collevilca, grazie a una prestigiosa collaborazione con il Consorzio del Cristallo di Colle Val d’Elsa.

LOGGE DI PALAZZO PRETORIO, VOLTERRA – 25/31 luglio

ARTE (RI)COSTITUENTE – mostra
lug 30 all-day

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ARTE (RI)COSTITUENTE
esposizione di opere grafiche e pittoriche sulla Costituzione Italiana

a cura di Ultima Frontiera

opere di Sergio Borghesi, Ciriaco Campus, Giuseppangela Campus, Patrizia Cerella, Alessio Ciampini, Valentina Cioni, Manola Del Testa, Paolo Fidanzi, Ilio Fiengo, Ginetta Maria Fino, Valdo Frasconi, Ennio Furiesi, Costanza Furiesi, Ivo Lombardi, Lorena Luxardo, Susanna Manghetti, Giuliano Mannucci, Alessio Marolda, Paolo Netto, Stefania Ometto,  Ina Ripari, Benvenuto Saba, Santini Del Prete, Luca Serasini, Luciano Sozzi, Sara Togoli

La nostra Costituzione può essere considerata un vero e proprio poema civile visto che racconta le aspirazioni della parte migliore del nostro popolo ed è in sintonia con i caratteri più avanzati della nostra vicenda storica. Nell’ambito dell’evento poetico performativo Arte (Ri)costituente alcuni artisti hanno realizzato delle opere ispirate ai principi fondamentali della nostra convivenza civile.

TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 luglio

RIFLESSI DI MONDI POSSIBILI – installazione multimediale
lug 30 all-day

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RIFLESSI DI MONDI POSSIBILI
installazione multimediale a cura di Manola Del Testa e ALP Animation Lights Project
concept di Manola Del Testa
videoproiezioni di Max Pinucci, Elena degli Innocenti

Riflessi, riflessi di mondi possibili, tutto accade dentro la riflessione, idee di mondi ideali a loro volta riflessi,  visione possibili, ma … quanto  potranno essere reali? I riflessi cambiano, le visioni cambiano: si dividono, si deformano, si moltiplicano, riflettono quel cambiamento di sè e dei possibili modi essere città ideale.
Qualcosa di grande sta per accadere e dentro il teatro ogni mondo è possibile!

Leggerezza, eleganza, perseveranza nelle idee. La trasparenza è anche questo: il disegno e il fluire nella scoperta di nuovi orizzonti, tenacia come sinfonia. Leggevo dell’armonia di una sfera alla quale l’ottimismo ha smussato gli spigoli e della sapienza il cui movimento, come acqua, modella il tempo: Luce e Arte, insieme, sono frammento di infinito. Superano i limiti, danno slancio ai pensieri… all’incalzare di nuove Possibilità.

Manus

TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 luglio

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VEDO ANCORA LA BELLEZZA DEGLI ALBERI NELLE CASSETTE – mostra
lug 30 all-day

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VEDO ANCORA LA BELLEZZA DEGLI ALBERI NELLE CASSETTE
mostra dei libri d’artista di Ginetta Maria Fino

Erano alberi.
Sacrificati sono diventati cassette.
Ne ho fatto libretti, non vivi com’erano gli alberi.
Sono Altro.
Sono.
Contano ancora qualcosa.
A brevi tratti indecifrabili
Come l’urlo inespresso o l’indicibile.
Mi ripeto all’infinito.
Tento di trattenere la vita
Nella sua magnifica bellezza
Anche se violata.
Che siano pulcini malati
Rondoni infreddoliti precipitati
Gattini abbandonati
Coniglietti orfani.
Persone.
Sono.
E conta.
Sono.
Vita.
Oltre.
Ginetta Maria Fino

TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 luglio

DOPO LA TEMPESTA. L’OPERA SEGRETA DI SHAKESPEARE
lug 30 @ 21:00

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Compagnia della Fortezza

DOPO LA TEMPESTA. L’OPERA SEGRETA DI SHAKESPEARE | creazione originale per VT | anteprima nazionale

regia e drammaturgia Armando Punzo


musiche originali e sound design
Andrea Salvadori
scene Alessandro Marzetti, Silvia Bertoni, Armando Punzo
costumi Emanuela Dall’Aglio
aiuto regia Laura Cleri
movimenti Pascale Piscina
assistente alla regia Alice Toccacieli
video Lavinia Baroni in collaborazione con VaiOltre!
aiuto scenografo Yuri Punzo
collaborazione drammaturgica Giacomo Trinci, Lidia Riviello
collaborazione artistica Adriana Follieri, Daniela Mangiacavallo, Pier Nello Manoni, Marco Mario Gino Eugenio Marzi, Debora Mattiello, Francesco Nappi, Marta Panciera, Luisa Raimondi, Francesca Tisano, Carolina Truzzi
assistenti stagisti Marta Fasulo, Gabriella Indolfi, Azzurra Lochi, Eleonora Risso, Edoardo Trentini

foto di scena Stefano Vaja

organizzazione generale Cinzia de Felice
coordinamento Domenico Netti
amministrazione Isabella Brogi
curatrice Rossella Menna
collaborazione amministrativa Giulia Bigazzi

direzione tecnica Carlo Gattai
light designer Andrea Berselli
suono Alessio Lombardi

con Armando Punzo
e gli attori della Compagnia della Fortezza Salvatore Altieri, Sebastiano Amodei, Vincenzo Aquino, Mohammad Arshad, Andrey Ayala, Saverio Barbera, Nikolin Bishkashi, Pellumb Brhama, Rosario Campana, Maxwell Caratti, Roberto Cecchetti, Ivan Chepiga, Giuliano Costantini, Ismet Cuka, Pierluigi Cutaia, Gianluigi De Pau, Luigi Di Giovanni, Amar Papa Diouf, Oktavian Dumitru, Nicola Esposito, Mohammed Essalmi, Vincenzo Fagone, Alban Filipi, Pasquale Florio, Heros Gobbi, Arian Jonic, Ibrahima Kandji, Nasser Kermeni, Kujtim Kodra, Giuseppe Lamacchia, Carmelo Dino Lentinello, Hai Tzen Lin, Matteo Macchiarelli, Domenico Maggio, Antonino Mammino, Massimo Marigliano, Paolo Marino, Gianluca Matera, Gaspare Mejri, Edmond Parubi, Bledar Peskura, Marian Petru, Ciprian Putanu, Hamadi Rezeg, Vincenzo Rubino, Tip Saiw Sai, Alvaro Sapana, Mario Serban, Vitaly Skripeliov, Lucian Tarara, Massimo Torre, Fabio Valentino, Alessandro Ventriglia, Sinan Wang, Tony Waychey, Qin Hai Weng

e con Elisa Betti, Eva Cherici, Gillo Conti Bernini, Giulia Guastalegname, Francesca Tisano

e i giovanissimi Gregorio Mariottini, Marco Piras, Andrea Taddeus Punzo de Felice, Tommaso Vaja

Si ringraziano di cuore Mariya Vovk, Luca Marrocco e Giancarlo Baronti per il prezioso aiuto dato ognuno a suo modo al nostro lavoro.

Un pensiero e un ringraziamento che dureranno per sempre a Renzo Graziani grazie al quale tutto ciò ha avuto inizio e a Franco Quadri, Piera Rolandi e Don Vincenzo Guttadaura per l’amicizia, l’attenzione e il sostegno datoci negli anni.

produzione VolterraTeatro/Carte Blanche

con il sostegno di MiBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Volterra, Comune di Pomarance, Comune di Castelnuovo V.C., Comune di Montecatini V.C., Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Ministero della Giustizia C.R. Volterra

in collaborazione con la Rassegna Fra Terra e Cielo

e con il sostegno di Enel Green Power

Quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare, secoli di esercizi sulla sua opera, di traduzioni, trasposizioni, di diatribe filologiche, di regie critiche, di adattamenti monologanti, di letture psicanalitiche, postmoderniste, destrutturaliste; “tradire per rispettare”, “ridurre per enfatizzare”: secoli di teatro come corpo a corpo ossequioso, sempre e comunque, con quell’affresco perfetto dell’umanità che il massimo autore inglese ha consegnato nei suoi testi, un travasare perpetuo da una forma all’altra un essere umano che si immagina scritto per sempre nelle pieghe meravigliosamente complesse di quei personaggi.

Con Dopo la tempesta. L’opera segreta di Shakespeare, Armando Punzo prova invece a mandare definitivamente all’aria ogni forma, ogni esercizio, dispositivo, e a dare vita a uno spettacolo liquido, un’opera monumentale che si confronti con tutto Shakespeare e con l’eredità filosofica che rappresenta. Un’opera totale che stravolga il canone occidentale di cui anche l’autore inglese è stato inventore, che stravolga il tempo, lo spazio, il ritmo, per mettere in discussione l’uomo, la sua forma rigida, la sua storia ingessata: l’apoteosi di quella utopia della libertà di poter sempre riscrivere tutto, anche quello che sembra impossibile da cambiare e da reinventare.

Di buchi neri, d’altronde, è disseminata l’opera di Shakespeare. Dentro quei testi Punzo cerca allora con la Compagnia della Fortezza il grande testo segreto, l’antidoto, il mistero che si nasconde nello spazio vuoto tra le parole, nelle maglie degli indugi di Macbeth e dei dubbi di Amleto. Tra quei fatti, tra quelle azioni e parole che vogliono rappresentare l’uomo c’è infatti uno spazio infinito da indagare, interrogare, che promette altro.

Shakespeare ci consegna un’umanità persa nelle sue trame, inconsapevole di questa condizione e impossibilitata a trovare una via d’uscita. Se il Bardo è uno tra gli autori più rappresentativi del canone occidentale e ci ha creati per quello che siamo, vale la pena mettere tutto in discussione.

Di Shakespeare non mi interessa il soggetto, ma la sua ombra. Dei suoi personaggi e intrighi che copiano la vita e le danno concretezza, mi interessa il non detto, il mancante, l’aspirazione a un’altra esistenza.

L’ombra è l’altra faccia della medaglia, è il negato, il personaggio mancato da riscrivere per sottrazione, è il soggetto invisibile.

I suoi uomini sono rozzi, ancora totalmente in preda all’essere umano ai suoi primordi.

È superato.

Il suo errore è stato un errore drammaturgico. Ha posto in evidenza, ha dato forma a ciò che lui stesso voleva negare. Gli è mancata quella forza creativa che lo portasse a guardare oltre l’esistente, oltre quello che sembrava l’esistente.

Non ha avuto fiducia, non ha saputo creare un altro uomo che sentiva forte in sé, ma che non aveva ancora forma.

I suoi spiriti sono il timido tentativo di dare vita a possibilità ancora inespresse, in-esistenti, non ancora osservabili nell’uomo, ma che in qualche modo avvertiva.

Shakespeare, per essere troppo fedele alla realtà oggettiva dell’uomo, si è smarrito come poeta dell’Altro.

Shakespeare nel tentare una geografia dell’uomo è diventato quella geografia. La geografia dell’uomo.

Non bisogna fermarsi a questo formatore e governatore di anime.

Il teatro che ne rispetta la forma ne tradisce lo spirito.

Tradire la forma che Shakespeare ci ha consegnato è l’unica possibilità che ci è data.

Abbiamo bisogno di un Attore in Rivolta che si faccia autore di nuova vita, che non si presti, per nessuna ragione al mondo, a ri-rappresentare ciò che non ama o non dovrebbe amare: l’uomo immerso in se stesso, sprofondato nella sua esistenza che sua non è, l’uomo nella sua ordinaria follia animale, istintuale e sociale.

Mostrare, mostrare e mostrare, copiare, duplicare, rappresentare e quando creare, ricreare daccapo, essere, essere altro?

La mia passione è sciogliere nodi, districare le trame.

La vertigine di fronte al salto nell’ignoto di un uomo che vuole perdere le (sue ?) strutture di riferimento, le (sue?) iconografie, i (suoi ?) simboli…

Non agire la vita. Sospenderla.

Personaggi come fuori scena, in attesa, ascoltano echi lontani della vita che li vorrebbe attirare a sé, risucchiarli in una vertigine insostenibile.

Vogliamo immaginare che Shakespeare nello scrivere tutta la sua opera abbia nascosto un altro testo, un metatesto, che non è visibile agli occhi di chi è attratto dalle sue storie. È un antidoto, un testo antidodo alla superficialità della vita descritta e vissuta dai personaggi. Come degli archeologi, cerchiamo tra le sue parole per far emergere dalla polvere questo nuovo testo. Il suo testo più improbabile e importante.

In una foresta di statue morte e potenti, si aggira uno spirito che vuole essere liberato.

La voce solitaria di una tromba all’inizio di un concerto è chiara, e limpida la sua melodia. Le nostre voci saranno corrotte, confuse. Saremo di fronte ad uno sconcerto. Lì vige una ferrea

coerenza, qui l’incoerenza, l’illogicità, l’impossibile, lo straripamento dagli argini.

Come Dèi che guardano dall’alto la follia degli uomini.

Il delirio di onnipotenza di Shakespeare

E il mio sogno di impotenza

Armando Punzo

FORTEZZA MEDICEA, VOLTERRA
dal 25  al 29 luglio ore 15.00

TEATRO FLORENTIA, LARDERELLO
30 luglio ore 21.00

lug
31
dom
30 ANNI DI VOLTERRATEATRO – mostra
lug 31 all-day

30 ANNI DI VOLTERRATEATRO
mostra/installazione a cura di Carte Blanche

I TEATRI DELL’IMPOSSIBILE
mostra fotografica di Stefano Vaja

LUZ UTOPIA
installazione di cristallo e luce a cura dei maestri soffiatori di Collevilca

Nel 1987 nasceva il Festival VolterraTeatro. Nel trentennale dalla fondazione di uno dei più longevi festival teatrali italiani, una doppia mostra ne ripercorre la storia tratteggiando i caratteri della sua evoluzione, attraverso l’iconografia che ne racchiude simbolicamente, anno per anno, lo spirito. Accanto ai trenta manifesti storici, riuniti per la prima volta in una mostra dedicata, Stefano Vaja espone i suoi scatti più significativi degli anni di direzione artistica di Armando Punzo intitolati fin dall’inizio ai Teatri dell’Impossibile. A coronamento preziosissimo e simbolico della mostra, nel centro della gallery campeggia un suggestivo uovo di cristallo luminoso, simbolo proprio della trentesima edizione intitolata alla Città Ideale, realizzato appositamente dai maestri soffiatori di Collevilca, grazie a una prestigiosa collaborazione con il Consorzio del Cristallo di Colle Val d’Elsa.

LOGGE DI PALAZZO PRETORIO, VOLTERRA – 25/31 luglio

ARTE (RI)COSTITUENTE – mostra
lug 31 all-day

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ARTE (RI)COSTITUENTE
esposizione di opere grafiche e pittoriche sulla Costituzione Italiana

a cura di Ultima Frontiera

opere di Sergio Borghesi, Ciriaco Campus, Giuseppangela Campus, Patrizia Cerella, Alessio Ciampini, Valentina Cioni, Manola Del Testa, Paolo Fidanzi, Ilio Fiengo, Ginetta Maria Fino, Valdo Frasconi, Ennio Furiesi, Costanza Furiesi, Ivo Lombardi, Lorena Luxardo, Susanna Manghetti, Giuliano Mannucci, Alessio Marolda, Paolo Netto, Stefania Ometto,  Ina Ripari, Benvenuto Saba, Santini Del Prete, Luca Serasini, Luciano Sozzi, Sara Togoli

La nostra Costituzione può essere considerata un vero e proprio poema civile visto che racconta le aspirazioni della parte migliore del nostro popolo ed è in sintonia con i caratteri più avanzati della nostra vicenda storica. Nell’ambito dell’evento poetico performativo Arte (Ri)costituente alcuni artisti hanno realizzato delle opere ispirate ai principi fondamentali della nostra convivenza civile.

TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 luglio

RIFLESSI DI MONDI POSSIBILI – installazione multimediale
lug 31 all-day

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RIFLESSI DI MONDI POSSIBILI
installazione multimediale a cura di Manola Del Testa e ALP Animation Lights Project
concept di Manola Del Testa
videoproiezioni di Max Pinucci, Elena degli Innocenti

Riflessi, riflessi di mondi possibili, tutto accade dentro la riflessione, idee di mondi ideali a loro volta riflessi,  visione possibili, ma … quanto  potranno essere reali? I riflessi cambiano, le visioni cambiano: si dividono, si deformano, si moltiplicano, riflettono quel cambiamento di sè e dei possibili modi essere città ideale.
Qualcosa di grande sta per accadere e dentro il teatro ogni mondo è possibile!

Leggerezza, eleganza, perseveranza nelle idee. La trasparenza è anche questo: il disegno e il fluire nella scoperta di nuovi orizzonti, tenacia come sinfonia. Leggevo dell’armonia di una sfera alla quale l’ottimismo ha smussato gli spigoli e della sapienza il cui movimento, come acqua, modella il tempo: Luce e Arte, insieme, sono frammento di infinito. Superano i limiti, danno slancio ai pensieri… all’incalzare di nuove Possibilità.

Manus

TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 luglio

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VEDO ANCORA LA BELLEZZA DEGLI ALBERI NELLE CASSETTE – mostra
lug 31 all-day

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VEDO ANCORA LA BELLEZZA DEGLI ALBERI NELLE CASSETTE
mostra dei libri d’artista di Ginetta Maria Fino

Erano alberi.
Sacrificati sono diventati cassette.
Ne ho fatto libretti, non vivi com’erano gli alberi.
Sono Altro.
Sono.
Contano ancora qualcosa.
A brevi tratti indecifrabili
Come l’urlo inespresso o l’indicibile.
Mi ripeto all’infinito.
Tento di trattenere la vita
Nella sua magnifica bellezza
Anche se violata.
Che siano pulcini malati
Rondoni infreddoliti precipitati
Gattini abbandonati
Coniglietti orfani.
Persone.
Sono.
E conta.
Sono.
Vita.
Oltre.
Ginetta Maria Fino

TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 luglio