Calendario giornaliero
luglio 2016
30 ANNI DI VOLTERRATEATRO
mostra/installazione a cura di Carte Blanche
I TEATRI DELL’IMPOSSIBILE
mostra fotografica di Stefano Vaja
LUZ UTOPIA
installazione di cristallo e luce a cura dei maestri soffiatori di Collevilca
Nel 1987 nasceva il Festival VolterraTeatro. Nel trentennale dalla fondazione di uno dei più longevi festival teatrali italiani, una doppia mostra ne ripercorre la storia tratteggiando i caratteri della sua evoluzione, attraverso l’iconografia che ne racchiude simbolicamente, anno per anno, lo spirito. Accanto ai trenta manifesti storici, riuniti per la prima volta in una mostra dedicata, Stefano Vaja espone i suoi scatti più significativi degli anni di direzione artistica di Armando Punzo intitolati fin dall’inizio ai Teatri dell’Impossibile. A coronamento preziosissimo e simbolico della mostra, nel centro della gallery campeggia un suggestivo uovo di cristallo luminoso, simbolo proprio della trentesima edizione intitolata alla Città Ideale, realizzato appositamente dai maestri soffiatori di Collevilca, grazie a una prestigiosa collaborazione con il Consorzio del Cristallo di Colle Val d’Elsa.
LOGGE DI PALAZZO PRETORIO, VOLTERRA – 25/31 luglio

ARTE (RI)COSTITUENTE
esposizione di opere grafiche e pittoriche sulla Costituzione Italiana
a cura di Ultima Frontiera
opere di Sergio Borghesi, Ciriaco Campus, Giuseppangela Campus, Patrizia Cerella, Alessio Ciampini, Valentina Cioni, Manola Del Testa, Paolo Fidanzi, Ilio Fiengo, Ginetta Maria Fino, Valdo Frasconi, Ennio Furiesi, Costanza Furiesi, Ivo Lombardi, Lorena Luxardo, Susanna Manghetti, Giuliano Mannucci, Alessio Marolda, Paolo Netto, Stefania Ometto, Ina Ripari, Benvenuto Saba, Santini Del Prete, Luca Serasini, Luciano Sozzi, Sara Togoli
La nostra Costituzione può essere considerata un vero e proprio poema civile visto che racconta le aspirazioni della parte migliore del nostro popolo ed è in sintonia con i caratteri più avanzati della nostra vicenda storica. Nell’ambito dell’evento poetico performativo Arte (Ri)costituente alcuni artisti hanno realizzato delle opere ispirate ai principi fondamentali della nostra convivenza civile.
TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 luglio

RIFLESSI DI MONDI POSSIBILI
installazione multimediale a cura di Manola Del Testa e ALP Animation Lights Project
concept di Manola Del Testa
videoproiezioni di Max Pinucci, Elena degli Innocenti
Riflessi, riflessi di mondi possibili, tutto accade dentro la riflessione, idee di mondi ideali a loro volta riflessi, visione possibili, ma … quanto potranno essere reali? I riflessi cambiano, le visioni cambiano: si dividono, si deformano, si moltiplicano, riflettono quel cambiamento di sè e dei possibili modi essere città ideale.
Qualcosa di grande sta per accadere e dentro il teatro ogni mondo è possibile!
Leggerezza, eleganza, perseveranza nelle idee. La trasparenza è anche questo: il disegno e il fluire nella scoperta di nuovi orizzonti, tenacia come sinfonia. Leggevo dell’armonia di una sfera alla quale l’ottimismo ha smussato gli spigoli e della sapienza il cui movimento, come acqua, modella il tempo: Luce e Arte, insieme, sono frammento di infinito. Superano i limiti, danno slancio ai pensieri… all’incalzare di nuove Possibilità.
Manus
TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 luglio

VEDO ANCORA LA BELLEZZA DEGLI ALBERI NELLE CASSETTE
mostra dei libri d’artista di Ginetta Maria Fino
Erano alberi.
Sacrificati sono diventati cassette.
Ne ho fatto libretti, non vivi com’erano gli alberi.
Sono Altro.
Sono.
Contano ancora qualcosa.
A brevi tratti indecifrabili
Come l’urlo inespresso o l’indicibile.
Mi ripeto all’infinito.
Tento di trattenere la vita
Nella sua magnifica bellezza
Anche se violata.
Che siano pulcini malati
Rondoni infreddoliti precipitati
Gattini abbandonati
Coniglietti orfani.
Persone.
Sono.
E conta.
Sono.
Vita.
Oltre.
Ginetta Maria Fino
TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 luglio
Compagnia della Fortezza
DOPO LA TEMPESTA. L’OPERA SEGRETA DI SHAKESPEARE | creazione originale per VT | anteprima nazionale
regia e drammaturgia Armando Punzo
musiche originali e sound design Andrea Salvadori
scene Alessandro Marzetti, Silvia Bertoni, Armando Punzo
costumi Emanuela Dall’Aglio
aiuto regia Laura Cleri
movimenti Pascale Piscina
assistente alla regia Alice Toccacieli
video Lavinia Baroni in collaborazione con VaiOltre!
aiuto scenografo Yuri Punzo
collaborazione drammaturgica Giacomo Trinci, Lidia Riviello
collaborazione artistica Adriana Follieri, Daniela Mangiacavallo, Pier Nello Manoni, Marco Mario Gino Eugenio Marzi, Debora Mattiello, Francesco Nappi, Marta Panciera, Luisa Raimondi, Francesca Tisano, Carolina Truzzi
assistenti stagisti Marta Fasulo, Gabriella Indolfi, Azzurra Lochi, Eleonora Risso, Edoardo Trentini
foto di scena Stefano Vaja
organizzazione generale Cinzia de Felice
coordinamento Domenico Netti
amministrazione Isabella Brogi
curatrice Rossella Menna
collaborazione amministrativa Giulia Bigazzi
direzione tecnica Carlo Gattai
light designer Andrea Berselli
suono Alessio Lombardi, Marco Ribecai
con Armando Punzo
e gli attori della Compagnia della Fortezza Salvatore Altieri, Sebastiano Amodei, Vincenzo Aquino, Mohammad Arshad, Andrey Ayala, Saverio Barbera, Nikolin Bishkashi, Pellumb Brhama, Rosario Campana, Maxwell Caratti, Roberto Cecchetti, Giuseppe Centamore, Ivan Chepiga, Giuliano Costantini, Ismet Cuka, Pierluigi Cutaia, Davide Demichele, Raffaele De Moro, Gianluigi De Pau, Luigi Di Giovanni, Amar Papa Diouf, Oktavian Dumitru, Nicola Esposito, Mohammed Essalmi, Vincenzo Fagone, Alban Filipi, Pasquale Florio, Massimo Fruttidoro, Heros Gobbi, Arian Jonic, Ibrahima Kandji, Nasser Kermeni, Kujtim Kodra, Giuseppe Lamacchia, Carmelo Dino Lentinello, Hai Tzen Lin, Matteo Macchiarelli, Domenico Maggio, Antonino Mammino, Massimo Marigliano, Paolo Marino, Gianluca Matera, Gaspare Mejri, Edmond Parubi, Emidio Paolucci, Marian Petru, Antonio Pilato, Ciprian Putanu, Hamadi Rezeg, Vincenzo Rubino, Tip Saiw Sai, Alvaro Sapana, Mario Serban, Vitaly Skripeliov, Lucian Tarara, Luciano Testa, Massimo Torre, Fabio Valentino, Alessandro Ventriglia, Sinan Wang, Tony Waychey, Qin Hai Weng, Antonio Zambo
e con Elisa Betti, Eva Cherici, Gillo Conti Bernini, Giulia Guastalegname, Francesco Nappi, Francesca Tisano
e i giovanissimi Gregorio Mariottini, Marco Piras, Andrea Taddeus Punzo de Felice, Tommaso Vaja
Si ringraziano di cuore Mariya Vovk, Luca Marrocco e Giancarlo Baronti per il prezioso aiuto dato ognuno a suo modo al nostro lavoro.
Un pensiero e un ringraziamento che dureranno per sempre a Renzo Graziani grazie al quale tutto ciò ha avuto inizio e a Franco Quadri, Piera Rolandi e Don Vincenzo Guttadaura per l’amicizia, l’attenzione e il sostegno datoci negli anni.
produzione VolterraTeatro/Carte Blanche
con il sostegno di MiBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Volterra, Comune di Pomarance, Comune di Castelnuovo V.C., Comune di Montecatini V.C., Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Ministero della Giustizia C.R. Volterra
in collaborazione con la Rassegna Fra Terra e Cielo
e con il sostegno di Enel Green Power
Quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare, secoli di esercizi sulla sua opera, di traduzioni, trasposizioni, di diatribe filologiche, di regie critiche, di adattamenti monologanti, di letture psicanalitiche, postmoderniste, destrutturaliste; “tradire per rispettare”, “ridurre per enfatizzare”: secoli di teatro come corpo a corpo ossequioso, sempre e comunque, con quell’affresco perfetto dell’umanità che il massimo autore inglese ha consegnato nei suoi testi, un travasare perpetuo da una forma all’altra un essere umano che si immagina scritto per sempre nelle pieghe meravigliosamente complesse di quei personaggi.
Con Dopo la tempesta. L’opera segreta di Shakespeare, Armando Punzo prova invece a mandare definitivamente all’aria ogni forma, ogni esercizio, dispositivo, e a dare vita a uno spettacolo liquido, un’opera monumentale che si confronti con tutto Shakespeare e con l’eredità filosofica che rappresenta. Un’opera totale che stravolga il canone occidentale di cui anche l’autore inglese è stato inventore, che stravolga il tempo, lo spazio, il ritmo, per mettere in discussione l’uomo, la sua forma rigida, la sua storia ingessata: l’apoteosi di quella utopia della libertà di poter sempre riscrivere tutto, anche quello che sembra impossibile da cambiare e da reinventare.
Di buchi neri, d’altronde, è disseminata l’opera di Shakespeare. Dentro quei testi Punzo cerca allora con la Compagnia della Fortezza il grande testo segreto, l’antidoto, il mistero che si nasconde nello spazio vuoto tra le parole, nelle maglie degli indugi di Macbeth e dei dubbi di Amleto. Tra quei fatti, tra quelle azioni e parole che vogliono rappresentare l’uomo c’è infatti uno spazio infinito da indagare, interrogare, che promette altro.
Shakespeare ci consegna un’umanità persa nelle sue trame, inconsapevole di questa condizione e impossibilitata a trovare una via d’uscita. Se il Bardo è uno tra gli autori più rappresentativi del canone occidentale e ci ha creati per quello che siamo, vale la pena mettere tutto in discussione.
Di Shakespeare non mi interessa il soggetto, ma la sua ombra. Dei suoi personaggi e intrighi che copiano la vita e le danno concretezza, mi interessa il non detto, il mancante, l’aspirazione a un’altra esistenza.
L’ombra è l’altra faccia della medaglia, è il negato, il personaggio mancato da riscrivere per sottrazione, è il soggetto invisibile.
I suoi uomini sono rozzi, ancora totalmente in preda all’essere umano ai suoi primordi.
È superato.
Il suo errore è stato un errore drammaturgico. Ha posto in evidenza, ha dato forma a ciò che lui stesso voleva negare. Gli è mancata quella forza creativa che lo portasse a guardare oltre l’esistente, oltre quello che sembrava l’esistente.
Non ha avuto fiducia, non ha saputo creare un altro uomo che sentiva forte in sé, ma che non aveva ancora forma.
I suoi spiriti sono il timido tentativo di dare vita a possibilità ancora inespresse, in-esistenti, non ancora osservabili nell’uomo, ma che in qualche modo avvertiva.
Shakespeare, per essere troppo fedele alla realtà oggettiva dell’uomo, si è smarrito come poeta dell’Altro.
Shakespeare nel tentare una geografia dell’uomo è diventato quella geografia. La geografia dell’uomo.
Non bisogna fermarsi a questo formatore e governatore di anime.
Il teatro che ne rispetta la forma ne tradisce lo spirito.
Tradire la forma che Shakespeare ci ha consegnato è l’unica possibilità che ci è data.
Abbiamo bisogno di un Attore in Rivolta che si faccia autore di nuova vita, che non si presti, per nessuna ragione al mondo, a ri-rappresentare ciò che non ama o non dovrebbe amare: l’uomo immerso in se stesso, sprofondato nella sua esistenza che sua non è, l’uomo nella sua ordinaria follia animale, istintuale e sociale.
Mostrare, mostrare e mostrare, copiare, duplicare, rappresentare e quando creare, ricreare daccapo, essere, essere altro?
La mia passione è sciogliere nodi, districare le trame.
La vertigine di fronte al salto nell’ignoto di un uomo che vuole perdere le (sue ?) strutture di riferimento, le (sue?) iconografie, i (suoi ?) simboli…
Non agire la vita. Sospenderla.
Personaggi come fuori scena, in attesa, ascoltano echi lontani della vita che li vorrebbe attirare a sé, risucchiarli in una vertigine insostenibile.
Vogliamo immaginare che Shakespeare nello scrivere tutta la sua opera abbia nascosto un altro testo, un metatesto, che non è visibile agli occhi di chi è attratto dalle sue storie. È un antidoto, un testo antidodo alla superficialità della vita descritta e vissuta dai personaggi. Come degli archeologi, cerchiamo tra le sue parole per far emergere dalla polvere questo nuovo testo. Il suo testo più improbabile e importante.
In una foresta di statue morte e potenti, si aggira uno spirito che vuole essere liberato.
La voce solitaria di una tromba all’inizio di un concerto è chiara, e limpida la sua melodia. Le nostre voci saranno corrotte, confuse. Saremo di fronte ad uno sconcerto. Lì vige una ferrea
coerenza, qui l’incoerenza, l’illogicità, l’impossibile, lo straripamento dagli argini.
Come Dèi che guardano dall’alto la follia degli uomini.
Il delirio di onnipotenza di Shakespeare
E il mio sogno di impotenza
Armando Punzo
FORTEZZA MEDICEA, VOLTERRA
dal 25 al 29 luglio ore 15.00
TEATRO FLORENTIA, LARDERELLO
30 luglio ore 21.00

LA COMPAGNIA DELLA FORTEZZA IN EUROPA: UTOPIA, POLITICA E LEGISLAZIONE | incontri nella Fortezza
Dopo quasi trent’anni di pluripremiati spettacoli all’interno del carcere di Volterra, dopo indimenticabili tournée nei maggiori teatri italiani, il passo successivo nella storia della Compagnia della Fortezza sarebbe quello di recitare nei grandi teatri e festival europei da cui fin dall’inizio giungono richieste di ingaggio. Quali limitazioni impediscono questo passaggio? Quali vincoli legislativi occorre superare? Ne discutono in un colloquio pubblico Gennaro Migliore – Sottosegretario di Stato, Mauro Palma – Garante nazionale dei diritti dei detenuti, Franco Corleone – Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana e Armando Punzo, regista e fondatore della Compagnia della Fortezza.
Volterra Prison – July 29th 2016 - 5 p.m.

Dittico di creazioni collettive nate nell’ambito di due laboratori gemelli permanenti con i cittadini di Volterra e di Bologna
ARCHIVIO ZETA
YOKNAPATAWPHA, TERRA DIVISA
dittico da Shakespeare/Faulkner
regia e drammaturgia di Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni
con Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni
e i cittadini-attori del Gruppo Logos di Volterra e del laboratorio di Bologna
partitura sonora Patrizio Barontini
oggetti scenici e luci Antonio Rinaldi
assistente Beatrice Vollaro
assistenza tecnica Andrea Sangiovanni
assistenti alla produzione musicale Paolo Samonà e Fabio Vassallo
cura Rossella Menna
coordinamento organizzativo Luisa Costa
cuffie Silent System
registrazioni realizzate in collaborazione con il corso di alta formazione La musica e il suono nelle produzioni cinematografiche e nell’audiovisivo promosso dalla Regione Emilia Romagna, Demetra Formazione e Studio Modulab
produzione Archivio Zeta
con il sostegno di Bé bolognaestate e Carte Blanche/VolterraTeatro
Avevamo bisogno di parlare, di raccontare, perché l’oratoria è la nostra eredità.
Sembra che cerchiamo nel semplice intervallo furioso in cui l’individuo respira
di abbozzare un’accusa furibonda dello scenario contemporaneo
oppure di scappare da esso e rifugiarci in una regione fittizia
di spade e magnolie e tordi che forse non è mai esistita in nessun luogo.
Introduzione a L’Urlo e il Furore, William Faulkner, 1933
Per il terzo anno consecutivo, dopo le due indimenticabili creazioni collettive La Ferita e Pilade/Campodeirivoluzionari alla Salina di Saline di Volterra, il festival VolterraTeatro ha sostenuto, nel corso dei mesi invernali, il laboratorio permanente Logos della Compagnia Archivio Zeta, condotto da Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni.
La creazione di quest’anno, Big Woods, dal titolo della celebre opera di Faulkner, vede in scena un grande gruppo di oltre quaranta cittadini-attori di ogni età, ed è preceduta da Sound and Fury, che vede invece in scena i cittadini-attori del laboratorio che Guidotti e Sangiovanni hanno tenuto parallelamente a Bologna.
Entrambi sono preludi al progetto artistico 2016 di Archivio Zeta dedicato al Macbeth di William Shakespeare, e vengono presentati a Volterra in un lungo dittico intitolato Yoknapatawpha.
Yoknapatawpha (ioknapatofa) deriva da due parole Chickasaw – Yacona e Petopha – e significa terra divisa. Questo è il nome di una immaginaria contea del sud degli Stati Uniti dove William Faulkner (Premio Nobel per la letteratura nel 1949) ha ambientato molti dei suoi romanzi, racconti e il suo unico testo teatrale Requiem for a nun (Requiem per una monaca).
A detta di Faulkner questa parola potrebbe significare anche acqua che scorre attraverso un terreno pianeggiante: il Mississippi! Yoknapatawpha, il titolo di questo dittico costituito da Sound and Fury e Big Woods, è parola inventata per designare un paese utopico, che non c’è, nominato nella lingua estinta di un popolo sterminato.
Un esercito poetico di ottanta persone, tra adulti, ragazzi e bambini, attraversa il centro di Volterra per arrivare al Teatro Persio Flacco, guidando il pubblico in un grandioso e furioso viaggio dalla Scozia al Mississippi, un viaggio di scoperta e di conquista, tra foreste, orsi, fiumi e indiani Chickasaw, per un dittico faulkneriano che funge da preludio collettivo del nostro Macbeth.
La coscienza è al bando in Macbeth, in quest’uomo nuovo che vuole conoscere l’Universo, che mette in discussione le sacre regole del cosmo, che ha paura dell’ignoto e che la conoscenza porterà all’orrore e alla distruzione degli altri, di sé, della natura. Da dove è venuto e dove ci ha condotto tutto questo male? Macbeth per noi è anche l’uomo che varcherà l’oceano e che, con mani sporche di sangue, costruirà il Nuovo Mondo. Mondo che William Faulkner nella sua opera ha raccontato e indagato fin dalle origini in tutta la sua complessità.
SOUND AND FURY Yoknapatawpha#1
con Marina Artese, Antonella Bertini, Alessandra Bianchi, Francesca Biondi, Elisabetta Calari, Piero Giovannini, Sara Gugliotta, Antonia Guidotti, Elio Guidotti, Gianluca Guidotti, Vittorio Lega, Enzo Madonna, Daniela Masini, Francesca Mengozzi, Andrea Papa, Enrica Sangiovanni, Claudia Soffritti, Lucia Spada, Roberto Suprani, Elisa Tinti, Claudia Torresani, Nadia Trebbi, Maria Cristina Zamboni
La vita non è che un’ombra che cammina, un povero attore
che si agita sulla scena per la sua ora e poi non se ne sente più nulla; una favola
raccontata da un idiota, piena di urlo e furore
che non significa nulla.
Macbeth, William Shakespeare
Sound and Fury è un furioso viaggio dalla Scozia al Mississippi, una installazione performativa itinerante, con la partecipazione di un gruppo di cittadini da Bologna, un’azione teatrale che si ispira alle tecniche di smontaggio e rimontaggio frammentario della realtà messe in atto dalla scrittura di William Faulkner a partire da L’urlo e il furore (The Sound and the Fury), opera sperimentale che a sua volta nasce come diramazione da un verso del Macbeth: un materiale in divenire in cui le voci aprono nuovi spazi sonori e nuove scenografie interiori, fino all’ultima sillaba del tempo registrato.
BIG WOODS Yoknapatawpha#2 | prima nazionale | creazione originale per VT
con Simona Alderighi, Vania Baroncini, Annagrazia Benassai, Rocco Bertini, Valeria Bertini, Greta Burchianti, Giuseppangela Campus, Enzo Celotto, Valentina Cioni, Manola Del Testa, Ginetta Maria Fino, Yana Zoe Gioffreda, Antonia Guidotti, Gianluca Guidotti, Elio Guidotti, Patrizia Labò, Giuseppe Mainieri, Mara Pacini, Patrizio Pampaloni, Silvia Pasquinucci, Maria Grazia Pozzi, Andrea Taddeus Punzo de Felice, Enrica Sangiovanni, Giacomo Santi, Paola Stellato, Alessandro Togoli
Io dovrei riferirvi ciò che affermo di avere visto; ma non so come fare.
Mentre stavo di guardia sulla collina
ho volto lo sguardo verso Birnam e ad un tratto mi è parso che
la foresta cominciasse a camminare.
A distanza di tre miglia potete vederlo avanzare;
vi dico che la grande foresta è in marcia, si muove!
Macbeth, William Shakespeare
Nella profezia delle tre sorelle fatali, Macbeth cadrà quando la foresta di Birnam si sposterà al castello di Dunsinane. Il compiersi di questa profezia è un nodo fondamentale eppure, nel tessuto drammaturgico di Shakespeare, quasi solo accennato. Perché una foresta? Chi sono questi uomini travestiti da alberi che avanzano verso Macbeth? Facendo un salto siderale dalla Foresta scozzese alla Grande Foresta nordamericana abitata da indiani Chickasaw, dai bianchi, e dagli orsi, raccontata da William Faulkner, un coro di cittadini-attori si fa largo nella Città di Volterra con una marcia imponente. La marcia di una foresta squarciata dal cemento e dal catrame, ma straordinariamente ancora selvaggia e nobile: resistente.
RAMPA DELLA FORTEZZA MEDICEA / VIE DEL CENTRO STORICO / TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA
29 luglio 2016 dalle ore 18.00
spettacolo itinerante
raduno esterno Fortezza Medicea ore 17.00

INCOMPIUTO | aperitivo con l’autore
Gianluca Guidotti, Enrica Sangiovanni – direttori artistici progetto Pilade/Pasolini, Cinzia de Felice, Armando Punzo – Festival VolterraTeatro, e Rossella Menna – curatrice del volume, incontrano il pubblico per la presentazione del volume sul progetto Pilade/Pasolini di Archivio Zeta (Archivio Zeta – Fratelli Lega Editori 2016). Un affondo nel progetto artistico di Archivio Zeta sul Pilade di Pier Paolo Pasolini: gli incontri, le scenografie di senso, i testi, le difficoltà, le prove, i debutti, le emozioni. I saggi, le interviste, le recensioni si intrecciano ai quaderni di regia, all’analisi delle partiture, ai ricordi; alle foto ufficiali degli spettacoli sono affiancate quelle delle prove e del backstage scattate dal pubblico e dagli oltre cento cittadini-attori, per restituire il senso di una straordinaria riflessione collettiva sul potere lunga un anno.
TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA 29 luglio 2016 ore 21

ARMANDO PUNZO/VAI OLTRE!
VAI OLTRE. LE CITTÀ IDEALI
creazione collettiva con i giovani dell’Associazione Culturale VaiOltre!
conduzione di Armando Punzo
consulenza musicale di Andrea Salvadori
assistenza ai testi di Francesca Tisano
con la collaborazione dell’Associazione Culturale Carte Blanche
Una creazione collettiva nata da un intenso laboratorio teatrale che Armando Punzo ha tenuto in primavera con i giovani dell’Associazione Culturale VaiOltre!. Lo spettacolo, presentato in occasione di una tre giorni di eventi e incontri organizzata dall’associazione nata lo scorso anno dall’intraprendenza, dall’entusiasmo e dalla passione di circa cinquanta giovani studenti dell’IIS G. Carducci di Volterra convinti che la cultura sia il primo passo verso il cambiamento, è diventato un vero e proprio manifesto di VaiOltre!
Una ricerca appassionata tra biografie di uomini e donne straordinari per testimoniare, con musiche dal vivo e parole, con la lingua potente del teatro, che andare oltre è sempre possibile.
TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA
29 luglio 2016 ore 22.00
30 ANNI DI VOLTERRATEATRO
mostra/installazione a cura di Carte Blanche
I TEATRI DELL’IMPOSSIBILE
mostra fotografica di Stefano Vaja
LUZ UTOPIA
installazione di cristallo e luce a cura dei maestri soffiatori di Collevilca
Nel 1987 nasceva il Festival VolterraTeatro. Nel trentennale dalla fondazione di uno dei più longevi festival teatrali italiani, una doppia mostra ne ripercorre la storia tratteggiando i caratteri della sua evoluzione, attraverso l’iconografia che ne racchiude simbolicamente, anno per anno, lo spirito. Accanto ai trenta manifesti storici, riuniti per la prima volta in una mostra dedicata, Stefano Vaja espone i suoi scatti più significativi degli anni di direzione artistica di Armando Punzo intitolati fin dall’inizio ai Teatri dell’Impossibile. A coronamento preziosissimo e simbolico della mostra, nel centro della gallery campeggia un suggestivo uovo di cristallo luminoso, simbolo proprio della trentesima edizione intitolata alla Città Ideale, realizzato appositamente dai maestri soffiatori di Collevilca, grazie a una prestigiosa collaborazione con il Consorzio del Cristallo di Colle Val d’Elsa.
LOGGE DI PALAZZO PRETORIO, VOLTERRA – 25/31 luglio

ARTE (RI)COSTITUENTE
esposizione di opere grafiche e pittoriche sulla Costituzione Italiana
a cura di Ultima Frontiera
opere di Sergio Borghesi, Ciriaco Campus, Giuseppangela Campus, Patrizia Cerella, Alessio Ciampini, Valentina Cioni, Manola Del Testa, Paolo Fidanzi, Ilio Fiengo, Ginetta Maria Fino, Valdo Frasconi, Ennio Furiesi, Costanza Furiesi, Ivo Lombardi, Lorena Luxardo, Susanna Manghetti, Giuliano Mannucci, Alessio Marolda, Paolo Netto, Stefania Ometto, Ina Ripari, Benvenuto Saba, Santini Del Prete, Luca Serasini, Luciano Sozzi, Sara Togoli
La nostra Costituzione può essere considerata un vero e proprio poema civile visto che racconta le aspirazioni della parte migliore del nostro popolo ed è in sintonia con i caratteri più avanzati della nostra vicenda storica. Nell’ambito dell’evento poetico performativo Arte (Ri)costituente alcuni artisti hanno realizzato delle opere ispirate ai principi fondamentali della nostra convivenza civile.
TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 luglio

RIFLESSI DI MONDI POSSIBILI
installazione multimediale a cura di Manola Del Testa e ALP Animation Lights Project
concept di Manola Del Testa
videoproiezioni di Max Pinucci, Elena degli Innocenti
Riflessi, riflessi di mondi possibili, tutto accade dentro la riflessione, idee di mondi ideali a loro volta riflessi, visione possibili, ma … quanto potranno essere reali? I riflessi cambiano, le visioni cambiano: si dividono, si deformano, si moltiplicano, riflettono quel cambiamento di sè e dei possibili modi essere città ideale.
Qualcosa di grande sta per accadere e dentro il teatro ogni mondo è possibile!
Leggerezza, eleganza, perseveranza nelle idee. La trasparenza è anche questo: il disegno e il fluire nella scoperta di nuovi orizzonti, tenacia come sinfonia. Leggevo dell’armonia di una sfera alla quale l’ottimismo ha smussato gli spigoli e della sapienza il cui movimento, come acqua, modella il tempo: Luce e Arte, insieme, sono frammento di infinito. Superano i limiti, danno slancio ai pensieri… all’incalzare di nuove Possibilità.
Manus
TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 luglio

VEDO ANCORA LA BELLEZZA DEGLI ALBERI NELLE CASSETTE
mostra dei libri d’artista di Ginetta Maria Fino
Erano alberi.
Sacrificati sono diventati cassette.
Ne ho fatto libretti, non vivi com’erano gli alberi.
Sono Altro.
Sono.
Contano ancora qualcosa.
A brevi tratti indecifrabili
Come l’urlo inespresso o l’indicibile.
Mi ripeto all’infinito.
Tento di trattenere la vita
Nella sua magnifica bellezza
Anche se violata.
Che siano pulcini malati
Rondoni infreddoliti precipitati
Gattini abbandonati
Coniglietti orfani.
Persone.
Sono.
E conta.
Sono.
Vita.
Oltre.
Ginetta Maria Fino
TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 luglio
Compagnia della Fortezza
DOPO LA TEMPESTA. L’OPERA SEGRETA DI SHAKESPEARE | creazione originale per VT | anteprima nazionale
regia e drammaturgia Armando Punzo
musiche originali e sound design Andrea Salvadori
scene Alessandro Marzetti, Silvia Bertoni, Armando Punzo
costumi Emanuela Dall’Aglio
aiuto regia Laura Cleri
movimenti Pascale Piscina
assistente alla regia Alice Toccacieli
video Lavinia Baroni in collaborazione con VaiOltre!
aiuto scenografo Yuri Punzo
collaborazione drammaturgica Giacomo Trinci, Lidia Riviello
collaborazione artistica Adriana Follieri, Daniela Mangiacavallo, Pier Nello Manoni, Marco Mario Gino Eugenio Marzi, Debora Mattiello, Francesco Nappi, Marta Panciera, Luisa Raimondi, Francesca Tisano, Carolina Truzzi
assistenti stagisti Marta Fasulo, Gabriella Indolfi, Azzurra Lochi, Eleonora Risso, Edoardo Trentini
foto di scena Stefano Vaja
organizzazione generale Cinzia de Felice
coordinamento Domenico Netti
amministrazione Isabella Brogi
curatrice Rossella Menna
collaborazione amministrativa Giulia Bigazzi
direzione tecnica Carlo Gattai
light designer Andrea Berselli
suono Alessio Lombardi
con Armando Punzo
e gli attori della Compagnia della Fortezza Salvatore Altieri, Sebastiano Amodei, Vincenzo Aquino, Mohammad Arshad, Andrey Ayala, Saverio Barbera, Nikolin Bishkashi, Pellumb Brhama, Rosario Campana, Maxwell Caratti, Roberto Cecchetti, Ivan Chepiga, Giuliano Costantini, Ismet Cuka, Pierluigi Cutaia, Gianluigi De Pau, Luigi Di Giovanni, Amar Papa Diouf, Oktavian Dumitru, Nicola Esposito, Mohammed Essalmi, Vincenzo Fagone, Alban Filipi, Pasquale Florio, Heros Gobbi, Arian Jonic, Ibrahima Kandji, Nasser Kermeni, Kujtim Kodra, Giuseppe Lamacchia, Carmelo Dino Lentinello, Hai Tzen Lin, Matteo Macchiarelli, Domenico Maggio, Antonino Mammino, Massimo Marigliano, Paolo Marino, Gianluca Matera, Gaspare Mejri, Edmond Parubi, Bledar Peskura, Marian Petru, Ciprian Putanu, Hamadi Rezeg, Vincenzo Rubino, Tip Saiw Sai, Alvaro Sapana, Mario Serban, Vitaly Skripeliov, Lucian Tarara, Massimo Torre, Fabio Valentino, Alessandro Ventriglia, Sinan Wang, Tony Waychey, Qin Hai Weng
e con Elisa Betti, Eva Cherici, Gillo Conti Bernini, Giulia Guastalegname, Francesca Tisano
e i giovanissimi Gregorio Mariottini, Marco Piras, Andrea Taddeus Punzo de Felice, Tommaso Vaja
Si ringraziano di cuore Mariya Vovk, Luca Marrocco e Giancarlo Baronti per il prezioso aiuto dato ognuno a suo modo al nostro lavoro.
Un pensiero e un ringraziamento che dureranno per sempre a Renzo Graziani grazie al quale tutto ciò ha avuto inizio e a Franco Quadri, Piera Rolandi e Don Vincenzo Guttadaura per l’amicizia, l’attenzione e il sostegno datoci negli anni.
produzione VolterraTeatro/Carte Blanche
con il sostegno di MiBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Volterra, Comune di Pomarance, Comune di Castelnuovo V.C., Comune di Montecatini V.C., Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Ministero della Giustizia C.R. Volterra
in collaborazione con la Rassegna Fra Terra e Cielo
e con il sostegno di Enel Green Power
Quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare, secoli di esercizi sulla sua opera, di traduzioni, trasposizioni, di diatribe filologiche, di regie critiche, di adattamenti monologanti, di letture psicanalitiche, postmoderniste, destrutturaliste; “tradire per rispettare”, “ridurre per enfatizzare”: secoli di teatro come corpo a corpo ossequioso, sempre e comunque, con quell’affresco perfetto dell’umanità che il massimo autore inglese ha consegnato nei suoi testi, un travasare perpetuo da una forma all’altra un essere umano che si immagina scritto per sempre nelle pieghe meravigliosamente complesse di quei personaggi.
Con Dopo la tempesta. L’opera segreta di Shakespeare, Armando Punzo prova invece a mandare definitivamente all’aria ogni forma, ogni esercizio, dispositivo, e a dare vita a uno spettacolo liquido, un’opera monumentale che si confronti con tutto Shakespeare e con l’eredità filosofica che rappresenta. Un’opera totale che stravolga il canone occidentale di cui anche l’autore inglese è stato inventore, che stravolga il tempo, lo spazio, il ritmo, per mettere in discussione l’uomo, la sua forma rigida, la sua storia ingessata: l’apoteosi di quella utopia della libertà di poter sempre riscrivere tutto, anche quello che sembra impossibile da cambiare e da reinventare.
Di buchi neri, d’altronde, è disseminata l’opera di Shakespeare. Dentro quei testi Punzo cerca allora con la Compagnia della Fortezza il grande testo segreto, l’antidoto, il mistero che si nasconde nello spazio vuoto tra le parole, nelle maglie degli indugi di Macbeth e dei dubbi di Amleto. Tra quei fatti, tra quelle azioni e parole che vogliono rappresentare l’uomo c’è infatti uno spazio infinito da indagare, interrogare, che promette altro.
Shakespeare ci consegna un’umanità persa nelle sue trame, inconsapevole di questa condizione e impossibilitata a trovare una via d’uscita. Se il Bardo è uno tra gli autori più rappresentativi del canone occidentale e ci ha creati per quello che siamo, vale la pena mettere tutto in discussione.
Di Shakespeare non mi interessa il soggetto, ma la sua ombra. Dei suoi personaggi e intrighi che copiano la vita e le danno concretezza, mi interessa il non detto, il mancante, l’aspirazione a un’altra esistenza.
L’ombra è l’altra faccia della medaglia, è il negato, il personaggio mancato da riscrivere per sottrazione, è il soggetto invisibile.
I suoi uomini sono rozzi, ancora totalmente in preda all’essere umano ai suoi primordi.
È superato.
Il suo errore è stato un errore drammaturgico. Ha posto in evidenza, ha dato forma a ciò che lui stesso voleva negare. Gli è mancata quella forza creativa che lo portasse a guardare oltre l’esistente, oltre quello che sembrava l’esistente.
Non ha avuto fiducia, non ha saputo creare un altro uomo che sentiva forte in sé, ma che non aveva ancora forma.
I suoi spiriti sono il timido tentativo di dare vita a possibilità ancora inespresse, in-esistenti, non ancora osservabili nell’uomo, ma che in qualche modo avvertiva.
Shakespeare, per essere troppo fedele alla realtà oggettiva dell’uomo, si è smarrito come poeta dell’Altro.
Shakespeare nel tentare una geografia dell’uomo è diventato quella geografia. La geografia dell’uomo.
Non bisogna fermarsi a questo formatore e governatore di anime.
Il teatro che ne rispetta la forma ne tradisce lo spirito.
Tradire la forma che Shakespeare ci ha consegnato è l’unica possibilità che ci è data.
Abbiamo bisogno di un Attore in Rivolta che si faccia autore di nuova vita, che non si presti, per nessuna ragione al mondo, a ri-rappresentare ciò che non ama o non dovrebbe amare: l’uomo immerso in se stesso, sprofondato nella sua esistenza che sua non è, l’uomo nella sua ordinaria follia animale, istintuale e sociale.
Mostrare, mostrare e mostrare, copiare, duplicare, rappresentare e quando creare, ricreare daccapo, essere, essere altro?
La mia passione è sciogliere nodi, districare le trame.
La vertigine di fronte al salto nell’ignoto di un uomo che vuole perdere le (sue ?) strutture di riferimento, le (sue?) iconografie, i (suoi ?) simboli…
Non agire la vita. Sospenderla.
Personaggi come fuori scena, in attesa, ascoltano echi lontani della vita che li vorrebbe attirare a sé, risucchiarli in una vertigine insostenibile.
Vogliamo immaginare che Shakespeare nello scrivere tutta la sua opera abbia nascosto un altro testo, un metatesto, che non è visibile agli occhi di chi è attratto dalle sue storie. È un antidoto, un testo antidodo alla superficialità della vita descritta e vissuta dai personaggi. Come degli archeologi, cerchiamo tra le sue parole per far emergere dalla polvere questo nuovo testo. Il suo testo più improbabile e importante.
In una foresta di statue morte e potenti, si aggira uno spirito che vuole essere liberato.
La voce solitaria di una tromba all’inizio di un concerto è chiara, e limpida la sua melodia. Le nostre voci saranno corrotte, confuse. Saremo di fronte ad uno sconcerto. Lì vige una ferrea
coerenza, qui l’incoerenza, l’illogicità, l’impossibile, lo straripamento dagli argini.
Come Dèi che guardano dall’alto la follia degli uomini.
Il delirio di onnipotenza di Shakespeare
E il mio sogno di impotenza
Armando Punzo
FORTEZZA MEDICEA, VOLTERRA
dal 25 al 29 luglio ore 15.00
TEATRO FLORENTIA, LARDERELLO
30 luglio ore 21.00
30 ANNI DI VOLTERRATEATRO
mostra/installazione a cura di Carte Blanche
I TEATRI DELL’IMPOSSIBILE
mostra fotografica di Stefano Vaja
LUZ UTOPIA
installazione di cristallo e luce a cura dei maestri soffiatori di Collevilca
Nel 1987 nasceva il Festival VolterraTeatro. Nel trentennale dalla fondazione di uno dei più longevi festival teatrali italiani, una doppia mostra ne ripercorre la storia tratteggiando i caratteri della sua evoluzione, attraverso l’iconografia che ne racchiude simbolicamente, anno per anno, lo spirito. Accanto ai trenta manifesti storici, riuniti per la prima volta in una mostra dedicata, Stefano Vaja espone i suoi scatti più significativi degli anni di direzione artistica di Armando Punzo intitolati fin dall’inizio ai Teatri dell’Impossibile. A coronamento preziosissimo e simbolico della mostra, nel centro della gallery campeggia un suggestivo uovo di cristallo luminoso, simbolo proprio della trentesima edizione intitolata alla Città Ideale, realizzato appositamente dai maestri soffiatori di Collevilca, grazie a una prestigiosa collaborazione con il Consorzio del Cristallo di Colle Val d’Elsa.
LOGGE DI PALAZZO PRETORIO, VOLTERRA – 25/31 luglio

ARTE (RI)COSTITUENTE
esposizione di opere grafiche e pittoriche sulla Costituzione Italiana
a cura di Ultima Frontiera
opere di Sergio Borghesi, Ciriaco Campus, Giuseppangela Campus, Patrizia Cerella, Alessio Ciampini, Valentina Cioni, Manola Del Testa, Paolo Fidanzi, Ilio Fiengo, Ginetta Maria Fino, Valdo Frasconi, Ennio Furiesi, Costanza Furiesi, Ivo Lombardi, Lorena Luxardo, Susanna Manghetti, Giuliano Mannucci, Alessio Marolda, Paolo Netto, Stefania Ometto, Ina Ripari, Benvenuto Saba, Santini Del Prete, Luca Serasini, Luciano Sozzi, Sara Togoli
La nostra Costituzione può essere considerata un vero e proprio poema civile visto che racconta le aspirazioni della parte migliore del nostro popolo ed è in sintonia con i caratteri più avanzati della nostra vicenda storica. Nell’ambito dell’evento poetico performativo Arte (Ri)costituente alcuni artisti hanno realizzato delle opere ispirate ai principi fondamentali della nostra convivenza civile.
TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 luglio

RIFLESSI DI MONDI POSSIBILI
installazione multimediale a cura di Manola Del Testa e ALP Animation Lights Project
concept di Manola Del Testa
videoproiezioni di Max Pinucci, Elena degli Innocenti
Riflessi, riflessi di mondi possibili, tutto accade dentro la riflessione, idee di mondi ideali a loro volta riflessi, visione possibili, ma … quanto potranno essere reali? I riflessi cambiano, le visioni cambiano: si dividono, si deformano, si moltiplicano, riflettono quel cambiamento di sè e dei possibili modi essere città ideale.
Qualcosa di grande sta per accadere e dentro il teatro ogni mondo è possibile!
Leggerezza, eleganza, perseveranza nelle idee. La trasparenza è anche questo: il disegno e il fluire nella scoperta di nuovi orizzonti, tenacia come sinfonia. Leggevo dell’armonia di una sfera alla quale l’ottimismo ha smussato gli spigoli e della sapienza il cui movimento, come acqua, modella il tempo: Luce e Arte, insieme, sono frammento di infinito. Superano i limiti, danno slancio ai pensieri… all’incalzare di nuove Possibilità.
Manus
TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 luglio

VEDO ANCORA LA BELLEZZA DEGLI ALBERI NELLE CASSETTE
mostra dei libri d’artista di Ginetta Maria Fino
Erano alberi.
Sacrificati sono diventati cassette.
Ne ho fatto libretti, non vivi com’erano gli alberi.
Sono Altro.
Sono.
Contano ancora qualcosa.
A brevi tratti indecifrabili
Come l’urlo inespresso o l’indicibile.
Mi ripeto all’infinito.
Tento di trattenere la vita
Nella sua magnifica bellezza
Anche se violata.
Che siano pulcini malati
Rondoni infreddoliti precipitati
Gattini abbandonati
Coniglietti orfani.
Persone.
Sono.
E conta.
Sono.
Vita.
Oltre.
Ginetta Maria Fino
TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 luglio


































